Lo zenzero (Zingiber officinale) famiglia delle Zingiberaceae, la stessa della Curcuma e Cardamomo.
Pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia meridionale, ma
coltivata in tutti i paesi tropicali.
La parte commestibile
è il suo rizoma carnoso e ramificato, dal caratteristico sapore pungente. Il rizoma è bene ricordarlo è un fusto modificato ,
sotterraneo, che funziona da organo di
riserva per la pianta.
Usatissimo in cucina anche molto lontano dal suo areale di
origine, tra l’altro lo conoscevano anche i greci e i romani.
L’utilizzo dei correttori del sapore, le spezie per intenderci,
ha sempre una base chimica,
che ne giustifica l’uso nell’alimentazione, ha un suo perché, che è spesso la conservazione e sempre la palatabilità dei cibi .
Tutti i popoli hanno le loro spezie , quelle che madre
natura gli ha messo a disposizione.
Però è interessante notare che da un utilizzo puramente
alimentare, in qualche caso si passa ad uno più schiettamente salutistico,
facendole entrare a ragione nella medicina tradizionale dei popoli che le
conoscono e le usano.
È il caso dello zenzero.
I marinai cinesi lo hanno
usato per prevenire lo scorbuto e
contro il mal di mare.
Nel primo caso il nostro rizoma fonte importante di vitamina C, ricco di questa
vitamina, che l’uomo è costretto ad assumere non potendola sintetizzare come la
maggior parte degli animali, previene le gravi sindromi da carenza, lo scorbuto
appunto, che affliggevano gli equipaggi
del passato, quando , specie in navigazioni lunghe , non potevano rifornirsi di
frequente di cibi freschi.
Non bisogna dimenticare che lo zenzero si può conservare
relativamente a lungo.
Ma molto interessante è l’utilizzo per il mal di mare, come
antinausea, attività ora molto studiata con risultati importanti, se non
addirittura sorprendenti.
Recenti studi hanno evidenziato che effettivamente l’estratto di zenzero modula la motilità di tutto il tratto gastro
intestinale, confermando l’utilizzo tradizionale nelle dispepsie, nel colon irritabile, nausee e
vomito. Molti studi inoltre sottolineano
la sicurezza in gravidanza, e questo è essenziale, per combattere la nausea
gravidica, che può portare disidratazione e malassorbimento, in un momento
importantissimo per la vita della madre e del nascituro.
Le molecole dell’estratto
di zenzero che mostrano una maggiore
attività in questo campo, sono quelle che gli conferiscono il caratteristico
sapore pungente, i gingeroli e loro derivati , specialmente lo shogaolo, che
inibiscono le vie della serotonina , e l’innervazione del vago, tutte e
due implicati in questi disturbi da iperattività dell’apparato
digerente.
Alcuni ricercatori ipotizzano che il meccanismo d’azione di questi principi
attivi sia il blocco dei recettori della serotonina , presenti nello
stomaco e nell’intestino.
Che cosa sono i recettori?
I recettori sono proteine che regolano la vita, la chimica degli esseri viventi , e quindi anche di noi
uomini. Funzionano come gli interruttori, o come manopole del volume di un
amplificatore. Quindi agendo su di loro
si ottengono effetti biologici. Ogni
recettore, ce ne sono di tanti tipi, riconosce solo le molecole con cui è
affine. È assolutamente selettivo.
Così funzionano i farmaci.
I gingeroli presenti nel rizoma di zenzero, agiscono moderando l’attività dei recettori della serotonina e del nervo vago del sistema digerente, che quando troppo
attivi, ne stimolano la contrazione, che vuol dire per noi dolore addominale,
nausea e vomito.
Ecco spiegata, con criteri scientifici, la medicina
tradizionale, che nasce con l’osservazione, e si consolida con l’esperienza.
I cinesi l’hanno capito con qualche secolo di anticipo rispetto a noi.
Importante , non smetto di ripeterlo, fare sempre
riferimento a professionisti di vostra fiducia, comunicare con il vostro
medico di riferimento , tutte figure che
ci mettono la faccia, perché il dottor
Google, la faccia non ce la mette. Mai.
INFO LINK su Corriere Salentino

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